26 maggio, 2018
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Prodotti alimentari: richieste etichette più precise e dettagliate

Prodotti alimentari: richieste etichette più precise e dettagliate

Cambia l’obbligo riguardo le indicazioni riportate sulle etichette alimentari più comuni: sono richiesti infatti più dati, quali la sede e l’indirizzo dello stabilimento di produzione o confezionamento.

Questa nuova norma riguarda i beni di prima necessità (ad esempio la pasta, le conserve di pomodoro, olio e riso) ed è volta ad assicurare una maggiore informazione al consumatore nonché una migliore reperibilità di informazioni agli organi di controllo.

Etichette alimentari: dati sull’origine del prodotto

La stima di Coldiretti indica questo provvedimento come un deterrente alle informazioni ingannevoli o parziali, riportate su 1 alimento su 4 in Italia.

Allarmante che ancora oggi circa un quarto della spesa totale che portiamo a casa sia anonima in questo senso, priva di alcuna indicazione di provenienza nè sugli ingredienti.

Se infatti risulta che il prodotto sia realizzato e confezionato in Italia, gli ingredienti potrebbero arrivare da qualsiasi parte del mondo: una indicazione in questo aspetto risulta sicuramente un dato necessario.

Lo richiedono gli stessi italiani: per l’84% i dati di provenienza  in etichetta sono importantissimi al fine dell’acquisto, così come per ben il 96% dei cittadini lo sono anche le indicazioni riguardo gli ingredienti impiegati.

Etichette per alimenti: cosa leggere e notare bene

Gli esperti di alimentazione raccomandano di saper leggere e prestare la giusta attenzione a diversi elementi, quali:

  • “0” biologico, “1” da allevamento all’aperto e “2” a terra per quanto riguarda le uova;
  • per il latte, a parte prediligere quello da pascoli italiani, verificare le specifiche di mungitura e di confezionamento, che deve essere asettico;
  • deve essere indicata tassativamente la spremitura a freddo per l’olio di oliva, senza alcun utilizzo di solventi. Se indicata “categoria superiore”, è sinonimo di qualità.
  • nel caso dell’aceto balsamico, deve essere indicato il prodotto da cui la fermentazione è derivata (se vino o frutta), meglio se biologico. Prediligere anche qui l’origine italiana, meglio se protetta (ad esempio di Modena, ma ne esistono anche altri validi in commercio). Obbligatoria l’indicazione di eventuali solfiti (occhio alle sigle E221 ed E222).
  • per la pasta: deve essere indicata l’origine sia della semola che la località di produzione.

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