21 aprile, 2018

Piacenza

Storia e origini

L’origine di Piacenza risale all’epoca dei Romani, nel 218 a.C., quando fu fondata Plancentia, cioè la “città che piace”. Appoggiata alla riva destra del fiume Po, nel corso dei secoli ha avuto un ruolo di importanza legato soprattutto alla sua posizione strategica.

A Piacenza hanno legato il loro nome Farnese, signori della città nell’epoca delle signorie, e ad essa hanno lasciato in eredità una serie di simboli come per esempio il Palazzo Farnese che è uno dei monumenti più affascinanti della città.

Gli stessi Farnese troneggiano nella piazza principale, l’affascinante Piazza dei Cavalli, dove due rappresentanti della famiglia sono rappresentati appunto sui cavalli in sculture firmate dal Mochi.

Arte e cultura

Le tracce di un passato ricco di civiltà e ricchezza sono vive nel territorio piacentino, dove si possono ammirare chiese, palazzi, castelli. Piacenza e la sua provincia offrono numerosi esempi di architettura e arte di alto interesse.

A Piacenza, oltre alle mura farnesiane, si ricorda il Palazzo Farnese, il Palazzo Gotico che attualmente è sede del comune e sorge nella centrale piazza dei cavalli, il Duomo ed alcune splendide chiese, in primis quella di S. Antonino, patrono di Piacenza che viene festeggiato il 4 Luglio e che sorge in una splendida piazza a due passi dal Teatro Municipale.

Divertimenti e svago

La città di Piacenza offre possibilità di svago diverse a seconda degli interessi della persona. Per chi è appassionato di sport, Piacenza ha nel calcio, nel volley e nel rugby squadre impegnate ai massimi livelli delle competizioni nazionali che settimanalmente offrono uno spettacolo apprezzato dagli amanti di queste discipline.

Per gli amanti dell’arte, oltre a gallerie d’arte in cui ammirare quadri e sculture, Piacenza gode della bellezza della sua provincia, in particolare di alcuni centri tra cui Grazzano Visconti, perfetto borgo medievale, capaci di richiamare settimanalmente tantissimi visitatori, specialmente delle vicine province lombarde.

Per gli amanti della natura, la possibilità di passeggiare o pedalare vicino al fiume Po, oppure di navigare su esso con alcune motonavi turistiche, oppure di inoltrarsi in provincia ad ammirare lo splendido panorama visibile dalle prime colline, o la tranquillità dell’appennino, percorrendo le valli della provincia piacentina, tra cui la Val Trebbia gode della migliore fama.

La buona cucina

Mangiare bene a Piacenza e nell’entroterra. Innumerevoli sono i ristoranti, gli agriturismo, le trattorie inserite anche in contesti tipici (castelliborghi) per fermarsi a gustare i buonissimi piatti tipici. Il piatto tipico rinomato della cultura piacentina è quello denominato “Pisarei e faso”, un tipo di pasta fatta con il pane grattugiato preparata con un delizioso sugo di fagioli. I funghi che si possono trovare sull’appennino nel periodo buono, spesso aggiungono gusto al sapore dei primi piatti. Non trascurabile la tradizione dei secondi piatti, dove si ricorda la “Picula ad Caval”, carne di cavallo cruda condita con pepe, sale, aglio ed olio. Nel campo dei dolci si possono ricordare i “busslanein” cioè biscotti a forma di ciambella ed altre torte derivanti dalla tradizione contadina, come la torta sbriciolona.

Industria e artigianato

L’industria a Piacenza ha un buon peso nell’economia regionale e nazionale, ed è caratterizzata da una massiccia presenza di industrie del settore meccanica. Situato sulla sponda destra del Po, Piacenza è centro agricolo e commerciale e sede di fiorenti industrie per la carta e di produzione di etichette per vino nonché nodo di collegamento tra le principali direttrici di traffico della Pianura Padana.

Diversi sono i centri caratterizzati da presenza di zone industriali, Piacenza città ha diversi agglomerati di stabilimenti, ma anche alcuni paesi della provincia, caratterizzati da innumerevoli medie e piccole imprese artigiane. La posizione geografica favorevole ha poi permesso l’insediamento di stabilimenti di logistica e deposito, anche di grossi complessi industriali nazionali o multinazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *